
Dafne:
Mamma, poie ancora…
Uffa questa pongia.
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Non lo so. La verità è che non so cosa dire e come dirlo. Vorrei lasciarmi andare a un’invettiva piena di insulti e di rabbia, ma la realtà è che la rabbia, il ribrezzo e lo sdegno in questi anni si sono consumati e hanno lasciato solo delusione e sbigottimento.
Io non mi sento italiana. Non mi sento italiana se essere italiani significa appoggiare questo sistema sociale, politico e culturale fondato sul ‘nulla etico’. Ma è una questione più profonda. Ho sempre pensato che chi governa sia semplicemente lo specchio di chi è governato. E purtroppo è vero.
So che siamo in tanti a provare rabbia e sdegno, a prendere le distanze da questo sistema.
Ma gli italiani, la maggioranza, il popolo democratico, sono davvero simboli di etica, moralità e responsabilità?
Chi non paga le tasse
Chi odia gli ebrei, i gay, gli immigrati
Chi parcheggia nel posto dei disabili
Chi chiede la maternità anticipata senza avere problemi di salute
Chi non fattura il suo lavoro
Chi picchia la moglie e i figli
Chi beve e chi si droga
Chi difende la violenza dei figli chiamandola ‘ragazzata’
Chi distrugge i parchi, i luoghi pubblici, le panchine degli autobus
Chi tradisce il proprio compagno e i propri figli
Chi copia il lavoro altrui
Chi non fa la raccolta differenziata
Chi guida senza patente o irresponsabilmente
Chi va a prostitute
Chi ha la casa abusiva
Chi va in ufficio a rubare lo stipendio
Chi tocca il culo alle ragazze
Chi paga la bustarella
Etica, moralità, responsabilità. Partono da qui, da noi, dagli italiani.
Mi vergogno. Mi vergogno di come sono. Mi vergogno di continuare a pagare tutte le mie tasse, di non rubare mai, di non bere, di non picchiare mia figlia e tradire mio marito, di non passare col rosso e non accettare lavori in nero.
Mi vergogno, perchè l’etica, la moralità e la responsabilità sono rimaste solo per gli stupidi come noi.
Ciao, mondo: io sono una stupida.
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Dafne sotto la doccia, dopo una settimana di influenza. Nera come il carbone.
Momento dello shampoo:
- Mamma, lasciami stammi!
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La questione è semplice, e altrettanto schifosa: nel parco vicino alla scuola ci sono escrementi umani sugli scivoli. Ovvero della cacca. Ovvero degli esseri umani che fanno appositamente la cacca sugli scivoli dove giocano i bambini. Rigorosamente e sistematicamente tutti i giorni: hanno una indubbia regolarità intestinale, evidentemente.
Che stronzi. E’ proprio il caso di dirlo.
I vigili vigilano. Anche ieri camminavano su e giù per il parco, due a due. Fanno il loro lavoro, sono gentili, al telefono mi hanno anche dato un sacco di indicazioni.
Ma ovviamente non è che possono mettersi con guanti e paletta a raccattare la cacca. Chi toglie la cacca dagli scivoli? Oggi, negli uffici del mio quartiere, in seguito alla mia domanda, c’è una mobilitazione generale: insomma, non è una domanda che ti viene fatta tutti i giorni, e lì per lì c’è anche un po’ di imbarazzo, eh…
Perchè il rusco (l’immondizia) lo raccoglie Hera. Le siringhe le raccoglie l’ASL. E la cacca umana chi la raccoglie?
Così, pensavo, che per non dover affrontare certe scomode domande, certe volte basterebbe semplicemente che la gente rispettasse quello che ha. O che, per lo meno, non togliesse agli altri ciò che lui non ha, ma che gli altri hanno ampiamente pagato con le loro tasse.
E la cosa ridicola, ma veramente ridicola di questa storia, sapete qual è?
Che sono stati i nomadi che vivono davanti al parco. Solo che se dico che i nomadi hanno fatto la cacca sugli scivoli, allora sono razzista.
Ma del resto è vero. Quindi, cosa sono? Sono razzista a metà, perchè mi incacchio da morire, al pensiero che mia figlia si sia seduta su una cacca umana?
Sono razzista a metà se dico che non mi sembra normale, oltre che ingiusto, che ci sia qualcuno, chiunque sia, che deturpa così i luoghi pubblici?
No, davvero. Ditemi chi altri può fare la cacca sullo scivolo.
Io queste robe qui le ho viste solo nelle favelas, in Brasile, quando la gente buttava il rusco davanti alla porta di casa (porta e casa son due parole grosse, vabbè… catapecchie di lamiera rende meglio l’idea) e lasciava che i figli giocassero a poker con i ‘vermi dei piedi’.
Ma io che devo fare? Chi devo difendere? Quanto ancora devo farlo?
Certe volte essere cittadini europei è una vera merda.
Per fortuna che io abito a Bologna, e l’URP mi ha appena richiamata per dirmi che oggi qualcuno pulirà quella cacca.
Per lo meno fino a domani mattina.
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