attese e speranze vane
l’angoscia una volta al mese
tutto in bilico
mentre mi ammazzo di lavoro e penso
che talvolta potrei anche farcela
non sono nessuno
nemmeno la merda danzante del mondo
ed era una cosa che già sapevo
e sarebbe bastata una parola contraria
per addolcire la pillola
ma nel silenzio nessuno ha pronunciato quella parola

Mi sono messa a cucinare, in silenzio e con amore. E’ quasi una preghiera della vita.
E mi sono resa conto di quanto sono cambiata, di quanto incosciente coraggio ho investito in questi anni. Mi sono accorta che la cosa migliore che ho fatto, in assoluto, è stata arrendermi alla vita.
Farmi masticare e risputare dalla vita.
Alla ricerca della felicità semplice che c’è oggi in questa cena.
E tutto questo mi commuove fino alla follia.
Tutto questo miracolo che mi ha stravolta per sempre.
E non sono niente, se non l’idea di un cambiamento per sempre possibile.

E Martedì stavo lì a sferruzzare mentre facevi danza, e dio se eri bella con quelle scarpine rosa, i collant e il body…
Sferruzzavo gli scaldamuscoli rosa, ascoltavo Aretha in filodiffusione, e ridevo e piangevo un po’ insieme, immersa in tanti pensieri, e intorno forse le altre madri avranno pensato: questa è pazza. Ma chissenefrega.
Ho pensato che non avrò paura a togliermi di mezzo quando non ti servirò più.
Ho pensato che una madre non ha catene.
Adoro il modo sgraziato che hai di correre incontro alle cose. Mi fa ridere ripensare a quelle tue gambette sottili in movimento, mentre corri a fare danza, fasciata in un collant nero bellissimo.
E’ tutto inspiegabile. Non posso descriverti l’onda di emozione che provochi in me.
Tu che sei, insieme a tuo padre, l’unica persona al mondo per cui mi ucciderei. Tu che sei l’unica torta per cui non ho sbagliato gli ingredienti.
Ecco, volevo dirti solo che ci sarò sempre, ma cercherò di non esserci.
Volevo solo dirti che per me la tua libertà è importante.
Volevo solo dirti che non importa niente altro che la libertà.
Perchè l’Amore, quello, me lo hanno dato in dotazione durante il parto.

Durante le Feste di Natale:
Fa spaghettate aglio olio e peperoncino alle undici e mezza di sera
Va a dormire all’una dopo aver ballato tutta la sera di Capodanno
Guarda Le cirque du soleil e fa la trapezista sulla sedia, al suono di: Mamma guadda come atta mia gamba!
Cena ad aperitivi e mangia pizza alle cipolle
Si sveglia alle 10 del mattino e dice che ha ancora sonno
Mangia due banane a colazione
Guarda cartoni animati fino alle 12, a gambe incrociate, sulla sdraietta
Sta mezz’ora in bagno a leggere Donna Moderna e non ci fa entrare finchè non ha finito
Alle 12 in punto ci guarda e dice: Dammi qualcosa da mangiare
Ha 3 anni. wow. Questa ragazza sa vivere.

Tutto così impalpabile: le paure, la rabbia, l’autodeterminazione… i sentimenti negativi sono solo fastidiose punture d’insetto, che ponfano due giorni e poi sgonfiano.
No, non ho più paura di alzare la voce. Non ho più paura di difendere la vita.
Perchè sono quasi tre, quasi tre anni che tu mi hai insegnato ad essere una madre.
Quasi tre anni che la comprensione, le risate, gli abbracci, le lacrime gioiose, i disegni, le corse, i sorrisi, le coccole… quasi tre anni che tutte le cose belle che mi hai donato, hanno fatto crescere in me un senso onnipotente di difesa, di coraggio, di protezione.
E non mi importa di morire, se morirò quando morirò perchè morirò. Ho già avuto la vita che volevo.
Ho già avuto 3 anni di lui, e 3 anni di te. Ho avuto molta più felicità che in mille vite.
E domani, scusa, è un po’ anche il mio compleanno, non solo il tuo.
Amore mio.